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Marco Nicolai · Fondatore

La mattina che ha
cambiato il mio mestiere.

C’è stata una mattina in cui posai le forbici
e non le ripresi mai più prima di ascoltare davvero.

Quella mattina spalancò la porta del salone una ragazza in un pianto profondo. Era la sua prima volta da noi. E seppur guardandola non trovassi nei suoi capelli un singolo difetto, i suoi occhi lacrimavano con vergogna e tristezza.

Ci sono momenti in cui il mestiere ti si rivolta contro. Impiegai meno di un minuto a leggere quel taglio, ed era tecnicamente perfetto: le proporzioni giuste, la forma pulita, la lunghezza esatta per il suo viso. Uno di quei risultati davanti ai quali un professionista onesto ammette che avrebbe faticato a fare di meglio. Tuttavia, nonostante il lavoro impeccabile, la ragazza ripeteva in lacrime che non si sentiva se stessa. Che non riusciva a vedersi bella. Che quel taglio non aveva nulla a che fare con lei.

In quel momento le mie sicurezze mi crollarono addosso. Ma per capire il motivo, devo raccontarti la mia storia.

Arrivo da un salone. Ci sono cresciuto dentro, tra gli specchi di mia madre, che è stata hair stylist prima di me e che per più di trent’anni ha tenuto viva l’attività di Gropello. La mia infanzia fu tra le clienti in salone e le sfilate con le modelle, guardandola sul palco durante i migliori eventi, sperando soltanto un giorno di poter essere come lei.

Quel sogno lo inseguii per anni. La scuola professionale, i weekend della mia adolescenza spesi in formazione dentro e fuori dall’Italia, la qualifica di make-up artist a Milano. Ma non bastava mai, e a un certo punto proprio quell’Italia mi stette stretta. Nel 2013 feci la valigia e partii per Londra, con l’idea che oltre quel confine ci fosse qualcosa che qui nessuno mi avrebbe insegnato. Avevo ragione. L’Allilon Academy, Brooks & Brooks, Ena Salon: un anno intero fianco a fianco con i migliori stilisti al mondo. Lì ho imparato la parola di cui ancora oggi vado più fiero: precisione. Forme costruite al millimetro, pulite fino alla geometria, pensate per durare nel tempo e per gestirsi da sole. Tornai in Italia con un mestiere vero tra le mani, e il 1° dicembre 2015 aprii il primo salone Garbo, per unire quella tecnica al gusto di casa nostra. L’anno dopo diventai National Trainer. Cinque anni più tardi aprii il secondo salone, a Pavia. Nel 2025 si certificò National Training Centre.

Ecco perché quella mattina mi spaccò in due.

Perché tutto ciò che avevo costruito diceva che quel taglio era perfetto. Eppure, davanti a me, quella ragazza piangeva.

Allora feci l’unica cosa che aveva senso. Posai le forbici, mi sedetti di fronte a lei e per un’ora intera non parlammo di capelli. Le chiesi che lavoro faceva, come passavano le sue giornate, cosa la spaventava, cosa stava cercando di cambiare. Chiusi gli occhi e ascoltai tutto ciò che con gli occhi non avrei mai potuto vedere. E quella ragazza mi aprì un mondo: le sue timidezze, un lavoro che non la convinceva più, le insicurezze che si trascinava da anni, e il desiderio enorme di essere finalmente vista per quello che era.

Alla fine di quell’ora avevo capito tutto. Quel taglio le stava bene, era vero. Ma raccontava una donna che lei non era: parlava al posto suo, e diceva la cosa sbagliata. Nessuna forma, per quanto perfetta, può renderti bella se ti mette addosso una versione di te in cui non ti riconosci. E se davanti a un lavoro tecnicamente impeccabile una persona piange invece di correre fuori a farsi guardare, allora la parte di noi che decide se ci sentiamo belli o sbagliati, sicuri o invisibili, non abita nella tecnica. Non sta sui libri, non sta nelle forbici, non sta nelle mani di nessuno. Sta dentro. Sta nel cuore delle persone, ed è di gran lunga la parte più grande.

Da quel giorno ripartii dal lato opposto. Prima capisco chi ho davanti e cosa quella persona ha bisogno di dire di sé. Poi, e soltanto dentro a quella direzione, scelgo la forma, il colore, la lunghezza che la valorizzano davvero.

Mi è costato più di quanto immagini. Ho lasciato indietro la velocità, la comodità di un lavoro che una volta imparato ti scorre tra le dita senza chiederti niente. Ho lasciato indietro l’idea di me stesso come uno che lavora soltanto con le mani. Ho lasciato indietro chi voleva una spuntata e nient’altro. E mi sono allontanato da tanti colleghi, convinti che un parrucchiere debba tagliare capelli e fermarsi lì, come si è sempre fatto negli ultimi cinquant’anni.

Oggi la parte più importante del mio lavoro la faccio da seduto, davanti a te, guardandoti negli occhi. Le forbici arrivano per ultime. Sono la parte facile, perché tutto il resto le ha già preparate.

Perché la bellezza di una persona non si inventa: c’è già, ed è dentro. Il mio mestiere, in fondo, è questo: lasciarla emergere.

Marco Nicolai e Annita Conego, Garbo
Marco e Annita. Da dove viene tutto.

Marco Nicolai Fondatore di Garbo

  1. 2013 Londra: Allilon Academy, Brooks & Brooks, Ena Salon
  2. 2015 Il 1° dicembre nasce Garbo, a Gropello Cairoli
  3. 2016 Marco diventa National Trainer
  4. 2020 Apre il secondo salone, a Pavia
  5. 2025 Il Salone di Pavia si certifica National Training Centre

Inizia da chi sei

Ora tocca a te raccontarti.

Il primo passo si fa da seduti: undici domande online, poi un’ora insieme in salone. I capelli vengono dopo.