Ti siedi, lui lavora, tu guardi. Alla fine ti gira la sedia e ti chiede: «Ti piace?». Tutto qui. Nessuna spiegazione su cosa è stato fatto, perché, e come si manterrà. È un’esperienza che molte donne conoscono bene.
Perché la spiegazione conta
Spiegare non è una cortesia: è la prova che dietro al taglio c’è un progetto. Chi sa perché toglie peso in un punto e lo lascia in un altro sa anche dirtelo. E una volta che lo sai, puoi decidere, fare domande, correggere la rotta prima che sia troppo tardi.
La domanda sbagliata
«Ti piace?» è la domanda con cui si chiude un lavoro fatto sui capelli. La domanda giusta è un’altra: «Ti riconosci?». Perché un taglio può piacere il primo giorno e non rappresentarti mai.
Come lo facciamo noi
Prima di iniziare ti spieghiamo la proposta: dove daremo volume, dove toglieremo peso, come si muoverà, quanto tempo ti chiederà la mattina. Alla fine facciamo il punto su tutto, e con la Taylor Cut Experience ricevi anche una lettera che riassume il percorso. Così le indicazioni restano con te, anche fuori dal salone.




